Omicidio stradale: Pastorelli (PSI), prima risposta a chi è stata negata giustizia

Omicidio stradale: Pastorelli (PSI), prima risposta a chi è stata negata giustizia

Roma, 28 ottobre 2015 – “Il disegno di legge che introduce il reato di omicidio stradale rappresenta una prima importante risposta, necessaria e non più rinviabile, a tutti quei familiari e associazioni delle vittime della strada cui molto spesso è stata negata giustizia. La previsione di una pena detentiva certa per chi, guidando sotto l’effetto di alcool o sostanze stupefacenti, uccide una persona, ha una chiara funzione di contrasto ad un fenomeno che negli ultimi anni ha causato migliaia di decessi sulle nostre strade”. Lo afferma Oreste Pastorelli, deputato del Psi, nel corso delle dichiarazioni di voto alla Camera sulla pdl che prevede l’introduzione dei reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali.

“Ciò che risulta decisivo – prosegue il parlamentare socialista – è riuscire a promuovere un cambiamento culturale, una diversa sensibilità nell’opinione pubblica riguardo al tema del rispetto delle regole al volante, che deve iniziare sin dalle scuole primarie. Solo così sarà possibile ridurre effettivamente il numero di morti sulla strada per un’imprudenza o per condotte deliberatamente irresponsabili”.

GUARDA IL VIDEO DELL’INTERVENTO DELL’ON. PASTORELLI 

DICHIARAZIONE DI VOTO INTEGRALE

Come forse alcuni di voi sanno, nel 2013 si sono registrati in Italia 181.227 incidenti stradali con lesioni a persone. Il numero dei morti ammonta a 3.385, mentre quello dei feriti a 257.421. Nonostante nel 2014 si sia registrata una lieve flessione, questi dati sono ancora attuali e testimoniano di un fenomeno tragico, i cui numeri sono assai simili a quelli di un conflitto armato.

Il disegno di legge che ci accingiamo a votare rappresenta dunque una prima importante risposta, necessaria e non più rinviabile, a tutti quei familiari e associazioni delle vittime della strada cui molto spesso è stata negata una giustizia adeguata. La previsione di una pena detentiva certa, infatti, per chi, guidando in modo imprudente o sotto l’effetto di alcool o sostanze stupefacenti, uccide una persona, ha una chiara funzione di contrasto agli omicidi stradali.

Ciò che infatti risulta decisivo in questo campo è riuscire a promuovere un cambiamento culturale, una diversa sensibilità nell’opinione pubblica e nel comune sentire, riguardo al tema del rispetto delle regole al volante, che deve iniziare sin dalle scuole primarie come base di un’attività di prevenzione ed educazione stradale. Solo così sarà possibile ridurre effettivamente il numero di morti sulla strada per un’imprudenza o per condotte deliberatamente irresponsabili.

Rispetto a questo obiettivo, l’introduzione dei reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali, rappresenta un deterrente per impedire drammi futuri così da dare giustizia ai parenti delle vittime della strada.

Questo provvedimento testimonia un’attenzione e una consapevolezza particolare da parte del Governo nei confronti di questo fenomeno. Personalmente ho sempre creduto nella necessità di risposte chiare da parte dello Stato su questo tema, e in questo senso ritengo che il presente disegno di legge, rispetto al quale esprimo il voto favorevole della componente socialista, rappresenti un segnale positivo, cui certo l’Esecutivo dovrà dare seguito e sviluppo anche attraverso le opportune campagne di sensibilizzazione, specie delle generazioni più giovani.

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