Amianto: Pastorelli (PSI), il Governo affronti il problema con maggiore decisione e incisività a tutela dei cittadini e dei lavoratori

Amianto: Pastorelli (PSI), il Governo affronti il problema con maggiore decisione e incisività a tutela dei cittadini e dei lavoratori

Roma, 18 giugno 2014 – “La Componente socialista esprime un convinto voto favorevole alla mozione che rappresenta un importante stimolo nei confronti del Governo perché affronti il problema dell’amianto in Italia con maggiore decisione e incisività perché si possa dare, finalmente, una chiara risposta negativa all’angosciante interrogativo che mi sono or ora posto”. Così Oreste Pastorelli ha concluso il suo intervento nell’aula della Camera per dichiarazione di voto sulla mozione riferita alle Iniziative a favore delle vittime dell’amianto. 

Nel corso del suo intervento Pastorelli ha sottolineato come “il nostro paese è stato tra i maggiori produttori e utilizzatori di amianto per tutti gli anni’80. Un dossier di Legambiente del 2011 ha segnalato che, dal dopoguerra fino al 1992, l’Italia ha prodotto 3.748.550 tonnellate di amianto grezzo, nella miniera di Balangero; mentre le importazioni ammontano complessivamente a 1.900.885 tonnellate. Com’è stato ricordato in questi giorni, a tutt’oggi, – ha proseguito il parlamentare socialista – si stima che siano ancora tra i 30 e i 40 milioni le tonnellate di materiale contaminato che debbono essere smaltite.

Rispetto a tutto ciò la risposta della politica non è stata esaltante – ha osservato Pastorelli – Le normative italiane, concernenti questo problema, e adottate su forti pressioni di carattere europeo, non hanno prodotto i risultati sperati. La parziale inoperatività del Piano nazionale amianto, il quale deve essere ancora approvato dalla Conferenza Stato-regioni, così come il mancato utilizzo di parte del Fondo per le vittime dell’amianto, sono la conferma del fatto che molto deve essere ancora fatto dallo Stato italiano per quei cittadini colpiti dalle conseguenze nefaste di questo materiale, nonché per i siti contaminati da quest’ultimo.

In particolare, mi preme in questa sede far presente come molti lavoratori, attualmente in possesso dei requisiti per l’indennità da esposizione all’amianto, si sono visti negare il diritto a quest’ultima avendo presentato la relativa domanda oltre una certa data. Ora mi chiedo, e chiedo a voi onorevoli colleghi: è mai possibile, in uno stato democratico, apporre una data di scadenza al diritto alla salute dei cittadini e, in particolar modo, dei lavoratori?”

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